SINDACATO AUTONOMO MEDICI DELL'UNIVERSITA' CATTOLICA SINDACATO AUTONOMO MEDICI DELL'UNIVERSITA' CATTOLICA

SAMUC, Sindacato dei Medici dell'Università Cattolica, Roma!

SINDACATO AUTONOMO MEDICI DELL'UNIVERSITA' CATTOLICA, DA 20 ANNI AL SERVIZIO DEI MEDICI

Benvenuti sul sito web del SAMUC, (Sindacato Autonomo dei Medici dell'Università Cattolica, sede di Roma). Il SAMUC ha per scopo la difesa degli interessi, professionali e morali dei medici dell'Università Cattolica di Roma, sia per gli aspetti assistenziali che per quelli universitari.

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Edicola Sanità

a cura di Venanzio Valenza

Dirigenti medici in pensione a 65 anni. Ma l'Anaao contesta la norma

Cambiano le regole per la pensione: se i dirigenti (non direttori) hanno meno di 65 anni, fermo restando l’invarianza numerica dei dirigenti, le amministrazioni interessate non potranno risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro. Pensionamento “forzoso” possibile con 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini e 41 e sei mesi per le donne.

Novità per la pensione dei dirigenti medici dell'Ssn. Le nuove regole arrivano dopo la conversione in legge del Dl 90/14 e riguardano coloro che vogliono raggiungere il quarantesimo anno di servizio effettivo. Se i dirigenti (non direttori) hanno meno di 65 anni, fermo restando l’invarianza numerica dei dirigenti, le amministrazioni interessate non potranno risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro. Il pensionamento cosiddetto “forzoso” si potrà avere solo con 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini e 41 e sei mesi per le donne. Ma a questo punto appare lecito chiederisi come ci si deve comportare se il datore di lavoro pubblico vuole risolvere il rapporto ma il dirigente medico vuole raggiungere il quarantesimo anno di servizio effettivo? Il quesito se lo pongono gli addetti all’ufficio personale delle aziende sanitarie all'indomani della conversione in legge del Decreto 90/14.

Occoorre, tuttavia, ripercorrere la storia del provvedimento, come ricorda Il Sole24ore: il "collegato lavoro" (Legge 183/10) con una modifica alla normativa del Decreto legislativo 502/92 aveva previsto che il limite massimo d’età per il collocamento a riposo d’ufficio dei dirigenti medici e del ruolo sanitario del Ssn, compresi i responsabili di struttura complessa (direttori/primari) fosse al sessantacinquesimo anno di età ovvero, su istanza dei lavoratori interessati, al maturare del quarantesimo anno di servizio effettivo e comunque non oltre il settantesimo anno di età. Inoltre l’applicazione di tale disposizione non poteva dar luogo a un aumento del numero dei dirigenti.

Sull’argomento l’ex Inpdap aveva emanato la nota operativa 56/10, precisando che nel concetto di servizio effettivo dovevano ricomprendersi tutte le attività lavorative effettivamente rese, mentre rimanevano esclusi i periodi non correlati a effettivo servizio, come il riscatto del titolo di studio. Però il Decreto legge 90/14 ha modificato l’esercizio di risoluzione unilaterale dei datori di lavoro pubblici al raggiungimento dei requisiti contributivi per l’accesso alla pensione anticipata.

Per i dipendenti il perfezionamento di 42 anni e 6 mesi di contributi (41 anni e 6 mesi per le donne) unitamente a 62 anni di età può comportare il pensionamento "forzoso". La norma precisa però che il personale di magistratura, i docenti universitari e i responsabili di struttura complessa del Ssn non sono soggetti a tale disciplina e potranno continuare ad avvalersi della facoltà di rimanere in servizio fino ai limiti più elevati, mentre per gli altri dirigenti medici (diversi dai direttori) la norma si applica non prima del raggiungimento del sessantacinquesimo anno di età. Pertanto può accadere che un lavoratore abbia meno di 65 anni, un’anzianità contributiva sufficiente per accedere al pensionamento anticipato – grazie alla valorizzazione dei titoli di studio – ma chieda di rimanere in servizio fino al compimento del 40esimo anno di servizio effettivo.

In tal caso le amministrazioni, fermo restando l’invarianza numerica dei dirigenti, dovranno prendere atto della volontà del dipendente, titolare di un diritto potestativo, ma al raggiungimento del sessantacinquesimo anno potranno risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro. Gli addetti agli uffici del personale si domandano, però, se tale modalità operativa possa ritenersi corretta o leda il diritto del dirigente medico di permanere in servizio fino ai limiti più elevati. Al contrario un dirigente medico privo di un’anzianità contributiva sufficiente per accedere al pensionamento anticipato, al raggiungimento dei 65 anni rimarrà in servizio fino al 40esimo di servizio effettivo sempreché non superi i 70 anni di età.

Ma l'Anaao, attraverso il suo sito, contesta quanto affermato dal quotidiano economico: “È avventato offrire pareri su dispositivi legali se non si è giudici – afferma Giorgio Cavallero vicesegretario Anaao Assomed -. Il nostro sindacato continua a ritenere vigenti per i non responsabili di struttura complessa i limiti posti dalla legge 183/2010, che fissa i 65 anni di età o 40 anni di contributi effettivi. La lettura per noi è che, dei due, vale il termine più vantaggioso: si va via a 65 anni se si sono già compiuti i 40 anni di anzianità, ovvero si aspettano i 40 anni di anzianità se si sono compiuti i 65 anni di età”. “Lo abbiamo ribadito in una nostra circolare questa estate, e difenderemo questa posizione in tutte le sedi . Incalza Cavallero -. Fermo restando che chi non vuole pensionarsi è una minoranza, e che il buon senso imporrebbe ai manager di attendere qualche mese invece di innescare bracci di ferro inutili. Per inciso il limite reale per andare via è di 65 anni e sei mesi: infatti, dal momento della maturazione dei requisiti pensionistici il lavoratore ha diritto a sei mesi di preavviso”.

 

Tribunale di Milano: "Spetta al paziente provare l'errore del medico"

 

Così una sentenza dello scorso luglio riguardante il Policlinico di Milano per un caso di paralisi di corde vocali. Nel dispositivo, richiamando la legge Balduzzi, viene qualificata la responsabilità del medico ospedaliero come 'extracontrattuale da fatto illecito' e non 'contrattuale'. Per fare causa al sanitario ci saranno cinque anni di tempo e non più dieci. LA SENTENZA

 

Cambia la giurisprudenza in materia di malpractice sanitaria. Una sentenza dello scorso luglio del Tribunale di Milano, riguardante un caso di paralisi di corde vocali avvenuto nel 2008 al Policlinico di Milano e risarcito con 44mila euro, ha stabilito che ricade sul paziente l’onere di provare la colpa del medico, e che per agire in giudizio ci sono cinque anni di tempo e non più dieci. E' questa per i giudici la conseguenza della legge Balduzzi che qualifica la responsabilità del medico ospedaliero come 'extracontrattuale' da fatto illecito (ex art. 2043 c.c.) sancendo, dunque, che l’obbligazione risarcitoria del medico possa scaturire solo in presenza di tutti gli elementi costitutivi dell’illecito aquiliano (che il danneggiato ha l’onere di provare). Viene quindi meno sia la responsabilità contrattuale (articolo 1.128) del camice bianco, che si basava sulla teoria del 'contatto sociale', che quella dell’ospedale basata sull’idea di contratto obbligatorio atipico di 'assistenza sanitaria' perfezionabile già con la sola accettazione del malato in ospedale.

"Tale inquadramento della responsabilità medica e il conseguente regime applicabile, unito all’evoluzione che nel corso degli anni si è avuta in tema di danni non patrimoniali risarcibili e all’accresciuta entità dei risarcimenti liquidati - si legge nella sentenza - ha indubitabilmente comportato un aumento dei casi in cui è stato possibile ravvisare una responsabilità civile del medico ospedaliero (chiamato direttamente a risarcire il danno sulla base del solo 'contatto' con il paziente se non riesce a provare di essere esente da responsabilità ex art. 1218 c.c.), una maggiore esposizione di tale categoria professionale al rischio di dover risarcire danni anche ingenti (con proporzionale aumento dei premi assicurativi) ed ha involontariamente finito per contribuire all’esplosione del fenomeno della 'medicina difensiva' come reazione al proliferare delle azioni di responsabilità promosse contro i medici".


Esattamente quei problemi che l'ex ministro della Salute, Renato Balduzzi, aveva provato a risolvere con il suo decreto legge. "Compito dell’interprete - si legge infatti nella sentenza - non è quello di svuotare di significato la previsione normativa, bensì di attribuire alla norma il senso che può avere in base al suo tenore letterale e all’intenzione del legislatore. Nell’art.3 comma 1 della legge Balduzzi il Parlamento Italiano, in sede di conversione del decreto e per perseguire le suddette finalità, ha voluto indubbiamente limitare la responsabilità degli esercenti una professione sanitaria ed alleggerire la loro posizione processuale anche attraverso il richiamo all’art. 2043 c.c.".

"Sembra dunque corretto - conclude il dispositivo - interpretare la norma nel senso che il legislatore ha inteso fornire all’interprete una precisa indicazione nel senso che, al di fuori dei casi in cui il paziente sia legato al professionista da un rapporto contrattuale, il criterio attributivo della responsabilità civile al medico (e agli altri esercenti una professione sanitaria) va individuato in quello della responsabilità da fatto illecito ex art. 2043 c.c., con tutto ciò che ne consegue sia in tema di riparto dell’onere della prova, sia di termine di prescrizione quinquennale del diritto al risarcimento del danno".
[Fonte: Quotidianosanità]

Zingaretti firma contratti 2014 con Gemelli e Campus Bio-medico

 

Fissati i budget massimi per remunerare la due strutture accreditate con il sistema sanitario regionale. Il limite è di 423 milioni e 610 mila euro per il Gemelli e di 85 milioni e 183mila euro per il Campus Bio-Medico. Zingaretti: "Contratti rappresentano passo in avanti".

 

http://www.quotidianosanita.it/img_prima/front8950170.jpg13 SET - Sono stati firmati dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e dai rappresentanti del Policlinico Gemelli e del Campus Bio-Medico i contratti con i quali vengono fissati i budget massimi 2014 per remunerare la due strutture accreditate con il sistema sanitario regionale.

Il tetto massimo di fatturato che sarà riconosciuto dalla Regione per il Gemelli è pari a 423 milioni e 610 mila euro. Nella somma sono incluse tutte le voci che compongono il finanziamento e cioè ricoveri per acuti, specialistica,  riabilitazione, prestazioni Apa. In base al contratto il Gemelli contribuirà con il 30% delle sue prestazioni al piano per abbattere le liste di attesa mettendole a disposizione ogni settimana del Recup regionale.

Per quanto riguarda il Campus Bio-Medico il tetto massimo di prestazioni che la Regione acquisterà nel 2014 dalla struttura di Trigoria sarà di 85 milioni e 183mila euro. Anche in questo caso la il policlinico si impegna contrattualmente a mettere a disposizione del Recup anche ogni settimana il 30% del totale delle prestazioni prodotte cosi come previsto dal piano regionale per il governo e riduzione delle liste di attesa. Policlinico Gemelli e Campus Bio-Medico presenteranno le proprie fatture esclusivamente con il formato elettronico.

“I due contratti firmati oggi oltre a garantire alle due importanti strutture del sistema sanitario regionale, tranquillità gestionale al management e serenità ai medici ed a tutto il personale che vi lavora – spiega Zingaretti – rappresentano un ulteriore passo in avanti nel rapporto con i soggetti accreditati. Per la prima volta infatti strutture non pubbliche si fanno carico di dare il loro contributo per risolvere una delle emergenze della sanità del Lazio e cioè le liste di attesa, prevedendo come norma contrattuale la messa a disposizione ogni settimana del sistema Recup il 30% delle totale delle prestazioni. E il segno che nella sanità del Lazio sta avvenendo  un cambiamento profondo nel senso di una assunzione di responsabilità  da parte di tutti gli attori del sistema”.

 

13 settembre 2014

 

IN RILIEVO

ATTENZIONE! 5 blocchi di ricettari personalizzati omaggio per gli iscritti SAMUC

Grazie all'offerta della EDIPRO

 

I dati relativi ad ogni singolo medico dovranno pervenire entro e non oltre il 15 novembre p.v. al seguente indirizzo email: newsletter@ediproitalia.it facendo riferimento alla convenzione Edipro-Sindacato

A seguire i dettagli dell'offerta ed il template del ricettario.

Dettagli offerta
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Dopo la proroga dell'accordo con le OOSS:

Erogati con il cedolino di Settembre i saldi per la retribuzione di risultato e del fondo comune ALPI relativi al 2011 e 2012

Vedi per dettagli e calendarizzazione prossimi saldi in Attività

Zingaretti firma contratti 2014 con Gemelli e Campus Bio-medico

Fissati i budget massimi per remunerare la due strutture accreditate con il sistema sanitario regionale. Il limite è di 423 milioni e 610 mila euro per il Gemelli e di 85 milioni e 183mila euro per il Campus Bio-Medico. Zingaretti: "Contratti rappresentano passo in avanti".

Chiarimenti Assicurazione RC professionale

 In data 15.07.2014 si è tenuta la riunione organizzata dal SAMUC con i consulenti per chiarire gli aspetti della poliza RC professionale dell'ente. 

Vedi il riassunto in attività.

Il punto sulla RC professionale 

 

Vedi il blog!

 

Volete iscrivervi?

Se avete domande o richieste contattateci direttamente a: segreteria@samuc.org

 

oppure compilate il modulo online o scaricate il modulo di iscrizione e consegnatelo in segreteria o ai vostri rappresentanti.

Modulo di iscrizione al SAMUC
Da compilare e recapitare alla segreteria del SAMUC o inviare a: segreteria@samuc.org o al fax: 063054481
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Sanità in pillole

ANTEPRIMA/ Specializzazioni mediche, ecco il riordino: addio a 1 scuola su 4, dai risparmi mille «borse» in più (Fri, 21 Nov 2014)
Le scuole saranno ridotte da 56 a poco più di 40. I corsi dureranno un anno in meno e i risparmi saranno destinati a finanziare nuovi contratti (secondo le prime stime 700-800 in più). È pronta la riforma delle specializzazioni mediche finite ultimamente nella bufera anche per il contestato concorso nazionale . La bozza di riordino è sul tavolo del ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini che ora la dovrà trasformare in un decreto ministeriale da approvare - sentito anche il ministero della Salute - entro il prossimo 31 dicembre...
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