SINDACATO AUTONOMO MEDICI DELL'UNIVERSITA' CATTOLICA
SINDACATO AUTONOMO MEDICI DELL'UNIVERSITA' CATTOLICA

Comunicato

Cari Colleghi,


Come molti di voi già sapranno il nostro Policlinico si avvia ad una profonda mutazione dello stato giuridico;  dopo mesi di voci e di anticipazioni informali si è infine giunti ad un momento decisivo nella storia dell’Ente che, inevitabilmente, avrà profonde conseguenze sul nostro lavoro.
Entro pochi giorni il Consiglio di Amministrazione dell’Università Cattolica esprimerà il suo voto decisivo sul trasferimento del ramo d'azienda dall'Universita' Cattolica alla Fondazione.
La differenza, apparentemente solo formale, è invece sostanziale in quanto mentre attualmente il bilancio del Policlinico Gemelli rappresenta un bilancio speciale nell’ambito di quello generale dell’Università Cattolica, una volta che il Policlinico divenisse parte della fondazione avrebbe un bilancio completamente autonomo.


Il SAMUC è da tempo pronto a fare tutto quanto è necessario per tutelare i propri iscritti e tutti i medici del Policlinico Gemelli e, appena ricevute le comunicazioni ufficiali, invieremo immediatamente la richiesta per avviare le procedure previste dalla Legge per garantire chiarezza sulle motivazioni, sulle modalità di trasformazione e sulle conseguenze che tale atto avrà sui dipendenti dal punto di vista contrattuale, normativo e previdenziale.

 

Il SAMUC non lascerà che vi sia spazio per alcuna violazione delle garanzie previste per i Medici del Policlinico e vigilerà per far si che questa fase di trasformazione non possa diventare l’occasione per ridimensionare il ruolo di una classe Medica che con capacità, sacrificio e dedizione ha contribuito negli anni a rendere il Policlinico Agostino Gemelli un centro di eccellenza. Non permetteremo che il pressappochismo o, peggio, interessi che non siano consoni ai valori a cui si è ispirato dall’origine il Policlinico Agostino Gemelli possano dilapidare questo capitale di capacità ed attenzione al paziente che fanno del Policlinico Gemelli un punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale.

 
I prossimi mesi saranno fondamentali per definire lo scenario in cui si svolgerà l’attività lavorativa dei medici del Policlinico nei prossimi decenni; per tale motivo la partecipazione degli iscritti alle prossime attività sindacali non è solo auspicabile ma assolutamente necessaria.
A tale proposito, appena ricevute notizie certe sulla transizione nella Fondazione  il SAMUC indirà immediatamente  un assemblea degli iscritti.
 

La Segreteria del SAMUC

 

 

SAMUC, Sindacato dei Medici dell'Università Cattolica, Roma!

SINDACATO AUTONOMO MEDICI DELL'UNIVERSITA' CATTOLICA, DA 20 ANNI AL SERVIZIO DEI MEDICI

Benvenuti sul sito web del SAMUC, (Sindacato Autonomo dei Medici dell'Università Cattolica, sede di Roma). Il SAMUC ha per scopo la difesa degli interessi, professionali e morali dei medici dell'Università Cattolica di Roma, sia per gli aspetti assistenziali che per quelli universitari.

Il sito non ha alcun scopo di lucro, ed il suo scopo è quello di fornire un valido strumento di aiuto a tutti gli iscritti al Sindacato.

Per gli Iscritti al Sindacato è compresa una Polizza di Tutela Legale, una convenzione per la compilazione e presentazione del mod. 730 in sede ed una convenzione a condizioni vantaggiose per la Polizza RC professionale.

Gli Organi del SAMUC; Segretario, Segreteria, consiglio allargato ed i Medici rappresentanti nei singoli reparti e servizi, sono a disposizione degli iscritti per tutte le problematiche correlate all'attività medica nel Policlinico Agostino Gemelli, sede di Roma dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

Iscrivetevi e ci darete la forza per difendere i vostri interessi, tutelare la Dignità della classe Medica, salvaguardare il futuro del Policlinico Agostino Gemelli!

 

La Segreteria del SAMUC

Desiderate saperne di più sul SAMUC e sulla nostra attività? Potrete trovare le prime informazioni sul nostro sito, contattarci a: segreteria@samuc.org e, naturalmente, venire a visitarci nella nostra sede al piano -1, stanza C-016, sotto la Mensa del Policlinico.

Tel. 0630154926, 0635501584
Fax 063054481

Edicola Sanità

a cura di Venanzio Valenza

Ristoro economico per le ferie non godute solo per effettive esigenze di servizio

 

Nel rapporto di impiego alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, il mero fatto del mancato godimento delle ferie non da titolo ad un corrispondente ristoro economico se l'interessato non prova che esso è stato cagionato da eccezionali e motivate esigenze di servizio o da cause di forza maggiore. Con specifico riferimento poi alla posizione del dirigente, si è affermato che laddove il titolare della qualifica pur avendo il potere di attribuirsi il periodo di ferie senza alcuna ingerenza del datore di lavoro, non eserciti il potere medesimo e non usufruisca quindi del periodo di riposo annuale, non ha il diritto all'indennità sostitutiva delle ferie non godute, a meno che non provi la ricorrenza di necessità aziendali assolutamente eccezionali ed obiettive ostative alla suddetta fruizione.

[Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net]

 

Pensioni ospedalieri, addio forzato prima dei 62 anni? Leggi e circolare dicono no

 

«Medici pensionati per forza prima dei 62 anni? Non sta scritto da nessuna parte. La legge Finanziaria (dl 90/14 art 1 c5) cancella fino al 2017 le penalizzazioni sull'assegno pensionistico previste a chi va via prima dei 62 anni, ma nessuno ha il permesso di risolvere con un medico il rapporto forzatamente in violazione dei requisiti di legge. E il combinato della 183/2010 e della 125/2013 fissa a 65 anni o al compimento dei 40 anni di servizio effettivo il limite massimo per i dirigenti medici e sanitari (biologi, fisici, chimici, veterinari, psicologi, farmacisti), sganciando il loro regime da quello degli altri dirigenti pubblici». A ricordare la disciplina vigente è il vicesegretario Anaao Assomed Giorgio Cavallero in risposta ai media che riprendono una nota del Dipartimento Funzione pubblica, invero contraddittoria sia con i termini della legge 183/2010 sia con quelli della nota circolare 2/2015 DFP del 19 febbraio scorso, l'ultima in ordine di tempo a dare disposizioni in materia.
Per la Finanziaria 2015, chi ha i requisiti del pensionamento anticipato (42 anni e 6 mesi per gli uomini, 41 anni e 6 mesi per le donne) può andare in pensione senza subire riduzioni. Questo se vuole. Ma la nota 24210 DFP del 16 aprile scorso in risposta a un quesito del Comune di Brescia si spinge un po' in là, schiudendo alla possibilità che la Pubblica Amministrazione pensioni il dipendente che raggiunga i requisiti per la pensione anticipata anche prima del compimento dei 62 anni, limite inferiore oltre il quale scattano i tagli. La nuova "rottamazione anticipata" per i medici sarebbe comunque espletabile solo tra il 2015 e il 2017, e non oltre perché dal 2018 i tagli all'assegno per i pensionati giovani torneranno operativi.
«Le note ministeriali non sono legge - sottolinea Cavallero - per noi fa testo la circolare 2, che esclude il licenziamento prima dei 65 anni di età per dirigenti medici e sanitari». Peraltro, la stessa circolare finisce per mandare in pensione i primari fino a 70 anni e gli aiuti a 65, e qui per Anaao non va bene. «Per noi valgono i termini di pensionamento fissati dalla legge. La 183/2010 dispone che, tanto i dirigenti di struttura complessa quanto gli altri dirigenti sanitari siano pensionabili a 65 anni o, se fanno richiesta di restare in servizio, al compimento del 40° anno di servizio escludendo gli anni di università, in tal caso anche dopo i 65 anni. Invece la circolare 2 fa valere i limiti della 183 solo per i responsabili di struttura complessa e può "mandare via" a 65 anni chi primario non è. Crea perciò una disparità che come Anaao Assomed contestiamo: prima tutti i medici avevano lo stesso trattamento fissato dalla legge, dopo invece la 183 vale per i soli responsabili di struttura. Per noi, un medico che ha fatto domanda per restare in servizio, se deve ancora compiere i 40 anni di servizio effettivo, può "resistere" alla risoluzione unilaterale del rapporto e far valere il dettato della legge 183/2010».

Mauro Miserendino

Dirigenti medici in pensione a 65 anni. Madia firma la circolare

 

La circolare del ministero della Pa che conferma e regola l'uscita obbligatoria (con poche eccezioni) dalla Pubblica amministrazione per chi abbia raggiunto l'età della pensione e ridefinisce la disciplina della risoluzione unilaterale è cosa fatta. Un paragrafo è dedicato al regime speciale dei dirigenti medici e del ruolo sanitario, per i quali continua a valere la normativa previgente che individua il limite massimo per il collocamento a riposo al compimento del 65mo anno di età «ovvero, su istanza dell’interessato, al maturare del quarantesimo anno di servizio effettivo, in ogni caso con limite massimo di permanenza al settantesimo anno di età». 

Il documento «Soppressione del trattenimento in servizio e modifica della disciplina della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro» appena firmato dalla ministra Marianna Madia, è in attesa di registrazione da parte della Corte dei conti, ma il ricambio generazionale dei dipendenti pubblici si può dire definitivamente avviato.

Circolare a sei mesi dalla conversione del Dl Madia Il decreto legge “Madia” n. 90/2014 (convertito in legge 114/2014), entrato in vigore quest'estate, prevedeva dopo il 31 ottobre 2014 l'abolizione del trattenimento in servizio, che consentiva ai dipendenti pubblici di continuare a lavorare dopo il raggiungimento dei requisiti per la messa a riposo. Solo per i magistrati il termine è stato, già nel decreto, esteso al 31 dicembre 2015. Il provvedimento prevede la risoluzione del rapporto di lavoro «obbligatoria, per coloro che hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia ovvero il diritto alla pensione anticipata, avendo raggiunto l'età limite ordinamentale».

La disciplina transitoria dei trattenimenti «Essendo già scaduto» il termine del 31 ottobre 2014, «i trattenimenti non possono proseguire», si legge nel testo della circolare pubblicata sul sito della Funzione pubblica. «A tal fine, si considerano in essere i trattenimenti già disposti ed efficaci. I trattenimenti già accordati ma non ancora efficaci al 25 giugno 2014 (data di entrata in vigore del decreto-legge) si intendono revocati ex lege».

Le ipotesi di prosecuzione del rapporto di lavoro La circolare, concordata nei contenuti con il ministero del Lavoro, analizza anche le ipotesi di prosecuzione del rapporto di lavoro che riguardano in particolare il caso in cui il dipendente non abbia maturato alcun diritto alla pensione al termine dell’età limite ordinamentale o al compimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. In tali casi, il rapporto di lavoro prosegue «per permettere al dipendente di maturare i requisiti minimi previsti per l’accesso a pensione non oltre il raggiungimento dei 70 anni di età».

Il regime speciale per i dirigenti medici È mantenuta l'esclusione per i magistrati e i professori universitari, che viene estesa ai dirigenti di struttura complessa del Servizio sanitario nazionale, tra i quali sono compresi sia i dirigenti medici che quelli sanitari a cui è affidata responsabilità di struttura complessa (per la categoria dei dirigenti delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione di ostetrica). Per i dirigenti medici e sanitari di struttura complessa si sottolinea che “perdura la facoltà di proseguire il rapporto superando il limite dei 65 anni su istanza dell'interessato, fino al maturare del quarantesimo anno di servizio effettivo. In ogni caso il limite massimo di permanenza non può superare il settantesimo anno di età e la permanenza in servizio non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti”. Per quanto riguarda, invece, i dirigenti medici e del ruolo sanitario ai quali non è affidata la responsabilità di una struttura complessa, “le amministrazioni possono applicare la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro una volta maturati i nuovi requisiti contributivi per l'accesso alla pensione anticipata, purché dopo il compimento del sessantacinquesimo anno di età”.
Questi medici possono comunque presentare istanza di proseguire il rapporto di lavoro fino al compimento del quarantesimo anno di servizio effettivo (sempre che tale prosecuzione non comporti un aumento del numero dei dirigenti. L'amministrazione potrà tuttavia non accogliere l'istanza stessa ove “decida di procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro, anche in relazione ai criteri adottati per l'utilizzo della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro, tenendo presenti le esigenze organizzative e funzionali e rispettando la parità di trattamento, anche per evitare l'indebita lesione dell'affidamento degli interessati”.

Ridefinita la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro Tra le novità del Dl Madia, la ridefinizione dell'istituto della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro. In materia, la circolare specifica come il Dl 90/2014 esclude un limite temporale di applicabilità, in maniera che l'istituto è utilizzabile a regime da tutte le Pa. Ampliata anche la platea delle amministrazioni interessate, con inclusione della Autorità indipendenti. Rimangono invece fuori dall'ambito di applicazione le categorie di personale regolate da regimi di accesso al pensionamento speciali, come il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico. In termini di procedura, la riformulazione della normativa «rende esplicita la necessità che la decisione sia motivata con riferimento alle esigenze organizzative e ai criteri di scelta applicati». Rimane invariato il termine di preavviso per il recesso, che anche la nuova normativa stabilisce in sei mesi.

[Fonte: sole24ore, ansa]

Indennità di esclusività, i medici possono rivendicare arretrati di quattro anni

 

Non si sbloccano i rinnovi dei Contratti Nazionali, ma almeno i medici ospedalieri salutano il ritorno delle disposizioni normative ed economiche del contratto nazionale attualmente vigente. E tornano, fra i tanti effetti, gli aumenti dell'indennità di esclusività: aumenti che peraltro riguarderanno un medico su tre soltanto, tanti sono coloro che hanno compiuto nell'ultimo lustro 5 o 15 anni di anzianità. Lo dice la legge di stabilità. «In pratica dal 1° gennaio 2015 scattano gli aumenti per tutti coloro che hanno diritto», spiega il vicesegretario Anaao Assomed Giuseppe Montante. «Quanti gli anni scorsi si sono visti negare gli aumenti pur avendo superato le verifiche ad opera del collegi tecnici ad hoc al termine del 5° e 15° anno dovranno avere gli aumenti almeno dal gennaio 2015». La legge Bindi nel 1999 fissò l'indennità di esclusività per il medico ospedaliero che scegliesse di optare per un rapporto di esclusività con il Servizio Sanitario Nazionale e quindi espletare la libera professione solamente nell'ospedale in cui dipendeva o sotto il controllo di esso. L'indennità ammonta a 2 mila euro annui in più per i giovani che hanno appena optato, 9 mila circa ai 5 anni, 14 mila ai 15. «Nel 2010 - rievoca Montante - la legge 122 all'articolo 9 bloccò a tutto il 2014 i rinnovi contrattuali e gli stipendi dei dipendenti Pa inclusi i medici ospedalieri: niente più scatti a meno di progressioni di carriera verticali, promozioni a direttore di struttura complessa. E bloccò anche i fondi contrattuali ai quali si attingeva per finanziare le voci accessorie della retribuzione. Il blocco non è stato rinnovato dalla Legge di Stabilità 2015 e queste voci devono ritornare a pieno titolo nella busta paga. Gli effetti negativi sulla retribuzione della 122 sono stati accentuati negli anni passati da una norma presente nell'art. 9 capace di scatenare la vocazione al risparmio di alcuni manager: in caso di riduzione degli organici la massa salariale accessoria dei fondi va ridotta di analoga percentuale, soldi che l'azienda si può tenere in tasca». Tuttavia la 122 «nulla diceva in merito all'indennità di esclusività, che è conseguente a disposizioni di Legge, ha meccanismi giuridici e previdenziali più vicini alla parte di stipendio "fondamentale" e non è automatica, ma bensì erogata previa verifica professionale di un collegio tecnico che deve avvenire per legge entro tre mesi dalla maturazione dei requisiti di 5 e 15 anni di anzianità». In assenza di chiarezza, «i manager si sono divisi in due categorie: quelli che dopo le prime sentenze dei magistrati aditi dai medici hanno iniziato a pagare l'indennità ai medici "verificati" e gli altri che non hanno pagato e hanno utilizzato i mancati esborsi per sanare i bilanci. Ora la legge di stabilità ha fatto decadere l'articolo 9 della 122, facendo tornare in vigore le norme "positive". Ergo - conclude Montante - le aziende non hanno più alibi per tentare di non pagare l'esclusività che spetta almeno da gennaio a chi l'ha maturata, fatta salva la possibilità di adire i giudici per recuperare gli arretrati maturati nel periodo compreso dal 2011 al 2014, ravvisandosi le condizioni di danno per falsa interpretazione della legge (falso ideologico) da parte delle aziende sanitarie».
 

[Fonte: Mauro Miserendino]

 

Lazio. Bilancio di Missione del Gemelli. Nel 2014 raggiunto il pareggio. Meno posti letto e personale, inalterati i ricoveri annui

Nel 2013 sono stati circa 100mila i pazienti in regime di ricovero ospedaliero. Tra 2011 e 2013 gli interventi chirurgici hanno registrato un aumento pari al +12,2%. "Il pareggio sarà raggiunto con un incremento delle riduzioni e dei ricavi, sfruttando il budget della Regione, con l'agevolazione del turnover e tramite le delle uscite, ma senza licenziare". IL BILANCIO IN SINTESI

Per la prima volta il Policlinico Universitario A. Gemelli presenta il suo Bilancio di Missione (2013), che riassume gran parte delle attività svolte dalle persone che vivono quotidianamente la realtà dell’ospedale. Il quadro tracciato evidenzia una significativa riduzione dei posti letto e del personale (ma senza licenziamenti) pur mantenendo inalterato il numero complessivo di ricoveri annui (circa 100.000 pazienti in regime di ricovero ospedaliero): nel 2013 si contano 1.596 posti letto e ci sono circa 300 unità di personale in meno rispetto al 2011, rispettivamente 1734 e 4500. Ridotta la perdita registrata: nel 2011 sfiorava i 100 milioni di euro, nel 2013 si assesta sugli 8 milioni.

“Nel 2014 avremo una perdita economica nell'ordine di 4-5 milioni – ha spiegato il direttore amministrativo Marco Elefanti - ma in un volume di attività che si aggira intorno ai 600 milioni, ci può stare. Nel 2015 l'obiettivo sarà di liberare risorse per incrementare gli investimenti. Il pareggio di bilancio sarà raggiunto quest'anno con un incremento delle riduzioni e dei ricavi sfruttando appieno il budget della Regione, con l'agevolazione del turnover e tramite le delle uscite, ma senza licenziare. Abbiamo anche rinegoziato il contratto con i dipendenti che ha comportato anche dei momenti di tensione, arrivando a una decurtazione del 10% delle retribuzioni. Alla fine di tutte queste operazioni il personale è stato ridotto di 300 unità”.

Entrando nel dettaglio delle cifre, gli interventi chirurgici sono passati da 28.974, nel 2011, a 32.510 nel 2013 (+12,2%);la degenza media in regime di ricovero ordinario è scesa da 8,1 a 7,4 giorni (-8,6%);la complessità media dei casi di ricovero trattati è passata da 1,18 a 1,28 (+8,3%); le prestazioni specialistiche ambulatoriali sono salite da circa 7.406.000 a circa 7.772.000 (+4,9%). Per quanto concerne il fronte della ricerca e della formazione dei giovani medici sono circa 1.115 gli studenti iscritti alle scuole di specializzazione nel solo anno 2013, gli articoli scientifici pubblicati sulle riviste con più elevato Impact Factor sono più di 1.100 ogni anno e 31 progetti di ricerca vinti nel triennio 2011-2013 in campo internazionale.

“L’obiettivo è quello di diventare uno dei primi dieci ospedali d'Europa – ha auspicato Giulio Casati, curatore del Bilancio - con quattro grandi specializzazioni: oncologia, neuroscienze, il settore cardiovascolare e quello delle emergenze. La strada è ancora lunga e cercheremo di avere una struttura più snella e più fruibile. Dobbiamo anche lavorare di più per quanto riguarda le degenze dei pazienti, aumentando l'integrazione con i servizi sul territorio per evitare ricoveri inutili".

Importante anche la presenza di un Clinical Trial Center (CTC), collegato alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, costituito con la mission di favorire il miglioramento della gestione della ricerca clinica e di formare gli sperimentatori del Policlinico Gemelli sulla conduzione di trial clinici in Good Clinical Practice. Il CTC, inoltre, è parte integrante della decisione di Pfizer di identificare il Policlinico Gemelli come centro di eccellenza in ricerca clinica, primo in Italia e 55° nel mondo per ordine cronologico.

“Il Bilancio di Missione – ha spiegato Franco Anelli, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore - esplicita lo stile con cui l’Ospedale eroga i propri servizi, offrendo al lettore una visione d’insieme ed anche illustrando le varie tipologie di prestazioni e le modalità per accedervi, la gestione delle risorse assegnate, la realizzazione dei progetti attivati e, infine, le linee portanti dei programmi futuri. L’intensità e qualità delle attività svolte e dei servizi offerti rende altresì evidente che tutte le risorse che pervengono al Policlinico vengono restituite alla collettività con un importante valore aggiunto”.

Tra i principali progetti avviati o in fase di realizzazione emergono:

• l’avvio e la parziale realizzazione di un modello assistenziale sempre incentrato sulle esigenze della persona malata, con la rimodulazione dell’assetto dell’offerta assistenziale articolata per Poli (Emergenza-Urgenza, Oncologiche, Cardiovascolari, Neurologiche e della Donna); la progressiva adozione e diffusione della metodologia di lavoro per percorsi clinico-assistenziali affinché la persona malata abbia un riferimento certo, all’interno del Policlinico, capace di programmare le attività da svolgere e di orientarlo nelle scelte cliniche ed assistenziali; l’introduzione di modelli organizzativi innovativi nella degenza ospedaliera privilegiando l’assetto per intensità di cura e complessità assistenziale, assicurando al paziente un’assistenza infermieristica maggiormente professionalizzata.

• la riprogettazione logistica ed organizzativa del Pronto Soccorso per la minimizzazione dei tempi di attesa e della gestione del problema di salute della persona che ha come principali obiettivi la canalizzazione dei percorsi, in aree dedicate, in base alla gravità e all’urgenza dei problemi da affrontare con protocolli evidence based costantemente aggiornati; il monitoraggio continuo dell’esperienza della persona malata presso il Pronto Soccorso quale base irrinunciabile per sostenere il ciclo di miglioramento continuo dei servizi erogati; la gestione di tutte le problematiche, fatta eccezione per casi specifici che necessitano di osservazione prolungata o ricovero ospedaliero, entro quattro ore dalla effettuazione del triage di ingresso.

• l’introduzione del potenziamento e dell’innovazione tecnologica con l’introduzione della chirurgia robotica attraverso l’allestimento di sale operatorie dedicate; il potenziamento e l’ammodernamento delle tecnologia in campo radioterapico con una previsione, a regime, di cinque acceleratori lineari in grado, tra l’altro, di trattare alcune problematiche oncologiche senza l’effettuazione di interventi chirurgici; la progettazione della “breast unit” e della “sala ibrida” quali strumenti indispensabili per un approccio integrato e multidisciplinare nel trattamento dei tumori della mammella e dei principali interventi cardiovascolari.

“Dalle informazioni contenute in questo corposo ed esauriente strumento di comunicazione istituzionale – ha sottolineato Maurizio Guizzardi, direttore del Policlinico Universitario - credo che chiunque si accinga a leggerlo anche senza particolari approfondimenti, verrà colpito facilmente dalla ricchezza e dalla ampiezza di una offerta sanitaria e clinica ma anche valoriale che non possono che scaturire da una storia lunga 50 anni che si è sviluppata tenendo sempre presente l'esigenza di mantenere fermo il progetto iniziale che aveva ispirato Padre Gemelli e di accrescerlo via via con tutte le più moderne acquisizioni della ricerca scientifica. Credo che chiunque sia entrato al Policlinico “A. Gemelli” si sia agevolmente potuto rendere conto come su questa realtà incomba una storia che non è comune a quella di altre istituzioni ospedaliere pur importanti, che è un grande patrimonio e che ne costituisce un elemento distintivo insopprimibile e ne accompagnerà di certo anche il futuro”.

 

Fonte: Quotidianosanità.it

 

IN RILIEVO

Incontro Amm.ne OOSS su conferimento ramo d'azienda Policlinico alla Fondazione

Martedì 12 maggio h. 13.00

ASSISTENZA FISCALE Mod. 730/2015 o Unico, dal 20 Aprile

Da quest'anno la prenotazione avverrà online, per le modalità e i dettagli vedi la pagina Servizi per gli iscritti

Erogati con il cedolino di Febbraio i saldi per la retribuzione di posizione relativi al 2010-2011

Vedi per dettagli e calendarizzazione prossimi saldi in Attività

Chiarimenti Assicurazione RC professionale

 In data 15.07.2014 si è tenuta la riunione organizzata dal SAMUC con i consulenti per chiarire gli aspetti della poliza RC professionale dell'ente. 

Vedi il riassunto in attività.

Il punto sulla RC professionale 

 

Vedi il blog!

 

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Sanità in pillole

Renzi: «Nel Def nessun taglio a Regioni e Comuni per la sanità ma se mai razionalizzazioni della spesa con la stretta sulle Asl» (Mon, 13 Apr 2015)
Nessun taglio ulteriore a Regioni e Comuni, già alle prese con la sforbiciata da 2,3 miliardi di euro imposta dalla legge di Stabilità 2015 e su cui lo showdown è atteso per mercoledì 15 aprile, ma semmai «razionalizzazioni nella spesa sanitaria». Perchè «vi pare possibile che ci siano Regioni con 7 province e 16 Asl?». Così il premier Matteo Renzi, durante la conferenza stampa in cui venerdì scorso ha presentato il Def, ha indicato la direzione dell'ulteriore giro di vite che in un'ottica di razionalizzazione dovrebbe contenere gli sprechi nel Ssn. ...
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Atto medico. La Fnomceo potrebbe appoggiare la “legge D’Incecco”. La svolta in un convegno con la deputata PD. D’accordo anche la Fimmg  (Sat, 23 May 2015)
La proposta di legge della deputata del Pd, dopo i primi dubbi espressi da Chersevani, aveva da subito convinto una quarantina di Ordini ma oggi, in un convegno promosso dagli Omceo di Brindisi, Taranto e Bari, sembra trovare consensi più ampi. Tant'è che lo stesso segretario della Fnomceo Luigi Conte dichiara: “Può essere sostenuta dall’intera Federazione, ma inserirla nel testo sul rischio clinico potrebbe rallentare il percorso di questa legge”. E anche Milillo dice sì
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